lunedì 26 maggio 2008

La sonda Phoenix si è posata su Marte

La sonda Phoenix si è posata senza problemi sul suolo di Marte dopo un viaggio nello spazio di 680 milioni di chilometri cominciato con il lancio da Cape Canaveral nell'agosto 2007. Lo ha annunciato la Cnn, che ha seguito le delicate fasi dell'atterraggio collegata in diretta con il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa a Pasadena, in California. E' la prima sonda spaziale a posarsi sulla regione artica del pianeta rosso per sondarne il permafrost. La speranza degli scienziati, per questa missione da 420 milioni di dollari, è che possa essere rilevato del ghiaccio, da cui deriverebbe la possibilità di rintracciare forme di vita.

Dopo gli ultimi minuti della discesa sul pianeta rosso seguiti in un clima di grande tensione, alla conferma dell'avvenuto touchdown e' esplosa la gioia dei tecnici e scienziati della Nasa. Il braccio robotizzato della sonda trivellera' il ghiaccio solido come cemento - che si trova sotto uno strato di alcuni centimetri di soffice polvere - per prelevarne campioni. Piccoli forni e ampolle dotate di acqua permetteranno di esaminarli sia ad alte temperature, sia disciolti in un sorta di zuppa marziana. Scopo della missione non e' tanto quello di trovare tracce di vita, bensi' di rintracciare composti organici che possono essere indicatori che le condizioni per la vita ci sono o ci sono state sul pianeta. Phoenix deve il proprio nome al fatto di essere rinata, come la mitologica fenice, dalle ceneri di una missione cancellata dalla Nasa dopo il fallimento nel 1999 di Polar Lander, una sonda scesa al polo sud di Marte e subito andata perduta. Solo cinque dei 15 precedenti tentativi di scendere su Marte avevano avuto successo, in tutti i casi ad opera di sonde americane. Ad aprire la strada erano state, nel 1975-76, Viking 1 e 2, seguite da Pathfinder nel 1996 e dai sorprendenti Spirit e Opportunity, che dal 2004 continuano a setacciare il suolo marziano. Il piccolo 'lander' europeo Beagle 2 ando' invece perduto nel 2003, ma il satellite che lo trasportava, Mars Express - un progetto in buona parte italiano - continua a fotografare il pianeta rosso in orbita.

Strutture poligonali sul suolo del Polo Nord di Marte sono state fra le prima immagini inviate a terra dalla sonda americana Phoenix, che nella notte scorsa si é posata sulla superficie del pianeta rosso dopo una discesa avventurosa alla quale è sopravvissuta senza danni. Ma prima di tutto Phoenix ha fotografato se stessa, inquadrando le sue robuste zampe ed i suoi grandi pannelli solari, per rassicurare il controllo a Terra che tutto era davvero andato bene. Come i responsabili della missione si aspettavano, la zona in cui si è posata Phoenix è priva di grandi rocce e di ghiaccio in superficie: le prime immagini di Marte inviate dalla sonda mostrano distese piatte e costellate da qualche ciottolo. Ma soprattutto confermano la presenza delle fenditure poligonali, osservate in passato da altre sonde in orbita attorno al pianeta. Strutture simili si trovano anche sulla Terra, nelle zone artiche, e sono un indice della presenza di terreno ghiacciato ed estremamente compatto, il permafrost.

Dopo essere riuscita in un'impresa riuscita finora solo a cinque veicoli degli 11 che l'uomo ha tentato di far scendere sulla superficie di Marte, Phoenix appare "in ottima forma", hanno detto i responsabili della missione. Durante la discesa, hanno aggiunto, "si è comportata in modo impeccabile e le sue prestazioni sono state ottime". Ogni istante della discesa è stato seguito dal satellite dell' Agenzia Spaziale Europea (Esa) Mars Express, mentre il satellite americano Mars Odissey ha ricevuto il primo segnale trasmesso da Phoenix dopo l'arrivo e lo ha ritrasmesso a Terra, nel Deep Space Network della Nasa a Goldstone (California). Poi, come previsto, Phoenix ha dispiegato i pannelli solari e poi si è ripostaa un po', smettendo di inviare segnali. Due ore più tardi era già nuovamente attiva. I sostegni dei suoi strumenti, in particolare i sostegni delle camere stereo e della stazione meteo si sono posizionati correttamente in verticale e la sonda ha cominciato a inviare la prima collezione di immagini.

Adesso la sonda della Nasa ha davanti a sé tre mesi (questa é la durata prevista per la missione) per "assaggiare" e "annusare" il suolo e il ghiaccio di Marte alla ricerca di indizi della possibile presenza di vita sul pianeta, oppure di tracce di una vita passata. Il prossimo appuntamento importante é fissato per martedì, quando il braccio robotico di Phoenix entrerà in azione per raccogliere i campioni del suolo marziano e grattare la superficie del pianeta alla ricerca di ghiaccio.

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