venerdì 7 marzo 2008

Ospedale di Melito sotto i riflettori

Un fondamentale tassello nel mosaico della storia non solo di Melito, ma di tutto il territorio del reggino. Un presidio sanitario importante ed un punto di riferimento scientifico e culturale. Ma anche una struttura dall’altissimo valore sociale. Così definirei l’Ospedale Civile “Tiberio Evoli” di Melito di Porto Salvo, conoscendo il suo passato, i luminari che vi hanno operato, le generazioni che vi sono state curate.
Questa definizione, che potrebbe sembrare assurda, è invece molto calzante e lo conferma il fatto che tra poco meno di dieci mesi, nel gennaio del 2009, l’Ospedale di Melito compirà 100 anni.
E come un anziano, che ha bisogno di cure per “mantenersi”, anche questa roccaforte sanitaria necessita di un profondo ritocco che cali nel contesto attuale una struttura vetusta e lasciata per anni all’incuria ed alla decadenza.
Ed è proprio questa incuria che ne ha causato il balzo sulle prime pagine delle cronache nazionali. Melito però non deve e non può assolutamente essere il capro espiatorio di un “sistema malato”. La drammatica situazione sanitaria calabrese va ricercata nei palazzi, non nelle corsie degli Ospedali, nei bilanci delle Aziende Sanitarie e negli sprechi, nelle iniquità e negli sperperi di denaro pubblico. Lì vanno ricercate le responsabilità dell’attuale situazione.
La stragrande maggioranza degli operatori che a tutti i livelli svolgono le loro mansioni all’interno del “Tiberio Evoli” meritano, il rispetto e la stima degli utenti, poiché in condizioni quasi disumane, hanno sempre continuato a svolgere il loro servizio riportando, anche sul piano della qualità, apprezzabili risultati.
La grande professionalità, l’impegno, la dedizione che gran parte degli operatori, soprattutto della vecchia guardia, mette quotidianamente al servizio del malato, sono punti fermi sui quali non si discute nemmeno.
Casi di malasanità tipo quelli di Vibo e non solo, ma anche di Ospedali del Nord Italia, a Melito non se ne registrano. Ma le pareti incrostate di muffa, i pavimenti sconnessi, gli ascensori guasti, le finestre non ermetiche, sono problemi che rientrano nella sfera dell’adeguatezza alle norme. Non sono cose che piovono dal cielo, sono leggi, e come tali vanno rispettate.
Chi non le ha fatte rispettare? Chi era ed è preposto a farle rispettare?
Queste sono le vere domande che i cittadini dovrebbero porsi.
Come ha avuto modo di affermare il Prefetto Achille Serra, parole confermate anche dall’Assessore Regionale Vincenzo Spaziante, emerge chiara la debolezza decisionale dei vertici, di chi dovrebbe guidare l’Ospedale con rigore morale, determinazione ed autorevolezza.
Questo sta alla base di ogni organizzazione, ed è la ricetta per il successo di un ente, di un’azienda.
Ripartiamo da oggi, dall’inaugurazione dei nuovi locali del Pronto Soccorso. Realizzati in pochissimo tempo, i lavori fanno capire come quando c’è la volontà di “fare”, il modo si trova sempre e con esso, anche la soluzione ai problemi.
Con la stessa efficacia ora, è il caso di agire e subito, sugli altri reparti dove sono state riscontrate dai NAS le carenze di cui tutti eravamo a conoscenza. E più importante degli interventi straordinari è la manutenzione ordinaria, quella che, assente ingiustificata per troppi anni, ha permesso che questo grande e glorioso Ospedale, decadesse così miseramente.

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