sabato 10 novembre 2007

Veltroni dice si al proporzionalecon preferenza e sbarramento, no al premio di maggioranza

"Un sistema proporzionale, senza premio di maggioranza, che riduca la frammentazione e dia la possibilità ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti". Walter Veltroni rinuncia alla parola maggioritario, rilancia sul tema della legge elettorale, e si dice ancora una volta disponibile al dialogo con l'opposizione: "Farò finta di non sentire i loro no".

Parole importanti, in una giornata in cui si registrano aperture al dialogo sulle riforme da parte di An e Udc. Veltroni, che aveva parlato di premio di lista - e non di maggioranza - proprio giovedì pomeriggio dopo una riunione del Pd al Senato, oggi spiega meglio il suo pensiero durante la tavola rotonda organizzata da Glocus, think tank del ministro Linda Lanzillotta a Frascati.

"Con il sistema proporzionale un partito si candida con un programma in base al quale - spiega Veltroni - chiede il voto e se su quel programma avrà ottenuto un consenso più ampio del proprio partito ci saranno altre forze che convergeranno, altrimenti ci sarà solo il partito". Per Veltroni è necessario "passare dalle alleanze fatte prima del voto e con il programma fatto dopo, al contrario. Si fa un programma - conclude il segretario - e su quello si verifica chi è d'accordo e chi lo è si presenta insieme alle elezioni cosicchè i cittadini votano quello sapendo qual è il programma e qual è l'alleanza". I tecnici dello staff di Veltroni non accettano però la lettura per cui quello di oggi sarebbe un passo indietro rispetto all'idea di maggioritario sempre coltivata dal segretario. "Il premio di lista in realtà non c'è mai stato" spiegano. E cosa c'è, allora di maggioritario in questo proporzionale puro? "Sono almeno tre - spiegano - i correttivi forti in senso maggioritario". Il primo: "I collegi uninominali con cui vengono assegnati il 50 per cento dei seggi". Il secondo: "L'ampiezza limitata delle circoscrizioni, che con lo sbarramento favorisce i partiti molto radicati localmente ma impedisce la frammentazione". Terzo: "Il sistema di ripartizione dei seggi della circoscrizione è basato non sul quoziente ma sul cosiddetto metodo d'Hondt". Si tratta del metodo matematico per l'attribuzione dei seggi nei sistemi elettorali proporzionali messo a punto nel 1878 dal belga belga Victor d'Hondt che favorisce i grandi partiti, in particolare il più votato, e sfavorisce i piccoli riducendo la frammentazione partitica.

Quanto ai rapporti con l'opposizione, Veltroni assicura: "Noi continueremo ad offrire dialogo all'opposizione per aprire un tavolo comune per le riforme. Il Pd nasce per questo, e io mi sento ingaggiato su una linea a vocazione maggioritaria che significa non escludere il dialogo con l'opposizione. Non mi importa nulla di quanti 'no' si ripeteranno in queste settimane, farò finta di non sentire. Considero molto importanti le posizioni di Udc e An - conclude - per 13 anni abbiamo discusso di comunisti e Berlusconi. E' arrivato il momento di cambiare". Le reazioni. Ma le aperture di Veltroni non trovano il favore degli ambienti referendari. In una nota il senatore diniano Natale D'Amico, tesoriere del Comitato per i referendum, dichiara: "Siamo preoccupati se Veltroni si esprime a favore di un sistema elettorale proporzionale senza premio di maggioranza, che è esattamente il sistema elettorale della prima repubblica. E siamo preoccupati di chi accetta qualunque elettorale pur di impedire il diritto degli elettori al referendum. Diritto che il comitato referendario è impegnato difendere se necessario anche in un'aspra battaglia politica". Perplesso anche il commento del leader dello Sdi, Enrico Boselli. "Prima di giudicare la proposta Veltroni-Bertinotti - commenta - bisognerà conoscerla. Per ora mi sembra uno spezzatino con una parte di sistema tedesco e una di spagnolo. Credo però che occorra parlare chiaro e che se si lavora sulla base del sistema elettorale in vigore in Germania, con tanto di clausola di sbarramento per ridurre la frammentazione, allora bisogna anche avere il coraggio di dire che il bipolarismo va superato".

Insomma, l'iniziativa del leader del Pd spiazza e fa discutere. E' metà pomeriggio quando il costituzionalista Stefano Ceccanti, che lavora nello staff che sta mettendo a punto la proposta di legge elettorale, scrive un comunicato per precisare: "Non ci sono novità nelle dichiarazioni odierne di Veltroni. Si tratta semplicemente della spiegazione del lavoro collettivo che stiamo facendo con la regia tecnica di Salvatore Vassallo". Il tentativo, spiega Ceccanti, è "cercare un sistema originale adatto all'Italia, superando lo strumento del premio e individuando, in un sistema a base proporzionale, altri correttivi di riequilibrio, considerando anche quelli praticati efficacemente in altri sistemi, per consentire comunque all'elettore di essere realmente sovrano sia nella scelta dei rappresentanti sia in quella dei governi". Ma il premier Romano Prodi, a cui i cronisti chiedono un commento, preferisce rimandare il tutto al giorno successivo. Limitandosi a dire che "sulla legge elettorale oggi ce ne sono state di tutti i tipi".

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