mercoledì 7 novembre 2007

Addio a Enzo Biagi, il “grande vecchio” è morto

Il Giornalismo italiano è in lutto. Enzo Biagi, cronista critico dell’ultimo cinquantennio, si è spento ad 87 anni nella sua casa di Milano. Riservato, pacato, attento narratore delle vicende politico-economiche della nazione.

E’ stato colui che più di tutti ha saputo incarnare in ogni aspetto la vocazione giornalistica: dalla stampa all’editoria, dalla radio alla televisione.

Partecipò alla guerra partigiana ed entrò a Bologna con le truppe di liberazione. Dai microfoni del Pwb annunciò la fine del conflitto.

Inizia la carriera giornalistica appena diciottenne come cronista al Resto del Carlino e diventa professionista a 21 anni, età minima per entrare nell’albo professionale. A Milano dal 1952 al 1960 è direttore del settimanale Epoca. Nel 1961 entra in Rai e diventa direttore del Telegiornale. Seguono anni di successi con rubriche, inchieste e interviste che l’hanno reso famoso.

Enzo Biagi durante tutta la sua carriera ha proposto tantissimi servizi giornalistici di attualità, cultura e d’inchiesta. Ha intervistato centinaia e centinaia di personaggi e dell’intervista è stato un maestro proponendo un suo stile asciutto e diretto. In pochi minuti inquadrava e dipingeva personaggi noti e meno noti. Amava raccontare i fatti e lasciare agli spettatori il compito di tirare le conclusioni. Dopo le polemiche con l’allora presidente del Consiglio Berlusconi che lo coinvolsero insieme a Michele Santoro e Daniele Luttazzi, Enzo Biagi lasciò la Rai il 12 dicembre 2002 dopo aver rifiutato la proposta della direzione generale della Rai di condurre il programma quotidiano di approfondimento “Il fatto” su RaiTre alle 18,53.

Carriera giornalistica
A diciotto anni è cronista al Resto del Carlino. Diventa professionista a 21 anni, età minima per entrare nell’albo professionale. A Milano è direttore del settimanale Epoca dal 1952 al 1960. Nel 1961 è direttore del Telegiornale della Rai. Biagi fonda nel 1962 RT, il primo rotocalco televisivo. E’ del 1969 Dicono di lei un programma d’interviste a personaggi famosi. Intanto scrive libri e collabora con i quotidiani La Stampa (come inviato per una decina d’anni), la Repubblica, il Corriere della Sera e il settimanale Panorama. Seguono tante trasmissioni tv tra le quali: Terza B: facciamo l’appello (1971), Proibito (1977), Douce France (1978) Made in England (1980), Il buon paese (1981), 1935 e dintorni (1982), Film dossier (1983), 1943 e dintorni (1983), Linea diretta (1985 e 1989), Spot (1986), Il caso (1987 e 1988), Terre lontane (1989), Terre vicine (1990), I dieci comandamenti all’italiana (1991), Una storia (1992), Tocca a noi (1993), La lunga marcia di Mao (1994), Processo al processo (1994), Le inchieste di Enzo Biagi (1994), Il Fatto (1995-2002), Fratelli d’Italia (1998), Cara Italia (1998), Signore e Signore (2000), Giro del mondo (2001).

I libri (edizioni RAI ERI - Rizzoli)Un anno una vita (ottobre 1992): L’albero dai fiori bianchi (ottobre 1994); Il fatto (maggio 1995); Lunga è la notte (ottobre 1995); Quante donne (maggio 1996); La bella vita (ottobre 1996); Scusate, dimenticavo (ottobre 1997); Ma che tempi (maggio 1998); Cara Italia (ottobre 1998); Racconto di un secolo (maggio 1999); Odore di Cipria (ottobre 1999); Come si dice amore (maggio 2000); Giro del mondo (ottobre 2000); Dizionario del novecento (maggio 2001); Un giorno ancora (2001); Addio a questi mondi (2002); Cose loro & fatti nostri (2002); Signor Fiat (2003).

Alcune citazioni delle sue frasi più famose
- Era così ignorante che credeva che la cedrata fosse un’opera minore del Tassoni.
- Siamo tutti fratelli, ma è difficile stabilire chi è Caino e chi Abele.
- Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.
- La democrazia è fragile, e a piantarci sopra troppe bandiere si sgretola.
- Difficile capire un Paese, scrisse un libellista, dove la stessa cosa è chiamata al Nord uccello e al Sud pesce.
- Il denaro arriva sempre quando non si ha più fame.
- E’ difficile non desiderare la donna d’altri, dato che quelle di nessuno, di solito sono poco attraenti.
- Dopo tre apparizioni in video, qualunque coglione viene intervistato, dice la sua e anche quella degli altri.
- Si può essere a sinistra di tutto, ma non del buon senso.
- Il bello della democrazia è proprio questo: tutti possono parlare, ma non occorre ascoltare.
- La vita è un rischio che non si può fare a meno di correre.
- A Milano gli affari si combinano con un colpo di telefono, a Palermo anche con un colpo di lupara.

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